Come fare una newsletter: evitare di finire nello spam

Come creare una newsletter ed evitare di finire nello spam

Come fare una newsletter: Scrivere un’email per una newsletter può sembrare un’operazione piuttosto semplice. La difficoltà però non sta solamente nella decisione del contenuto ma sul farla pervenire evitando che finisca nello spam.

Se cerchi come fare una newsletter, prosegui nella lettura per ottenere preziosi suggerimenti.

Purtroppo non basta pensare a come rendere il più possibile accattivante le nostre comunicazioni per risolvere tutti i problemi.

Il peggior nemico di una email: lo SPAM

Anche scrivendo il messaggio più chiaro e accattivante possibile, inserendo immagini pertinenti e link ai nostri siti, c’è sempre la possibilità che la nostra comunicazione finisca nello spam. Finire nello spam vuol dire non essere letti al 95%, in quanto la maggior parte di noi non considera minimamente (vuoi per paura, vuoi per scarso interesse) le email presenti nella cartella dello spam.

Ma come funziona lo spam?

I provider di posta elettronica sono quelle realtà che offrono il servizio di invio e ricezione delle email e sono quindi quelli che ne decidono decidono il destino (se deve o non deve essere recapitata).

Per la loro valutazione si basano fondamentalmente su tre fattori:

  1. Analisi dei contenuti: le email devono rispettare alcuni parametri di contenuto (te li illustrerò a breve);
  2. Numero di invii: quante email vengono inviate ed in quanto tempo (se sono troppe in troppo poco tempo il rischio di spam è altissimo);
  3. Parere degli utenti: quanti utenti mettono in spam l’email;

Una volta che un indirizzo email viene classificato come spam finisce in una blacklist (ogni provider ne ha una) ed automaticamente questo fa si che ogni mail che invierai da quel momento in poi finirà in spam.

Ci sono fortunatamente alcune regole che ti permettono di ridurre sensibilmente questi rischi.

Regole da seguire per come fare una newsletter

Per riuscire a creare la newsletter perfetta, che non finisca nello spam segui queste regole.

Parole

Non puoi utilizzare tutte le parole che sono di tuo gusto. I filtri utilizzati dai provider sono molto restrittivi, infatti cerca di evitare parole come promozioni, saldi, gratis, sconti. Anche parole meno comuni come sesso o porno possono portare a situazioni negative per la tua comunicazione.

Utilizzare degli escamotage come gr@tis o sc0nti non risolve nulla. Non pensare a come aggirare il sistema, sicuramente perderesti più tempo a trovare vie alternative che a riscrivere l’intero messaggio.

Ma se proprio vuoi farlo, una possibile soluzione su come fare una newsletter è inserire queste parole all’interno di alcune immagini, in modo che non risultino come testo.

Indirizzi email dei destinatari

Spedire tonnellate di email ad una mailing list sperando che nel mucchio qualcuno la legga è un’idea totalmente sbagliata per 2 semplici motivi:

  • Come ti ho già spiegato, i provider non vedono di buon occhio chi spedisce tantissime email in una volta sola;
  • Se hai acquistato la lista da uno dei numerosi fornitori che forniscono questo servizio non puoi sapere se chi riceve l’email è effettivamente interessato a te o se si arrabbierà per aver ricevuto una email da un perfetto sconosciuto.
    Tutto questo si traduce in un concreto rischio che l’email venga classificata come spam dall’utente e, come ti dicevo, se questo accade in un buon numero di casi, il tuo indirizzo viene inserito in blacklist;
  • Se non hai un sistema automatico di gestione delle email inattive rischi che l’invio ripetuto ad indirizzi errati faccia pensare al provider che le tue email non sono desiderate ed ormai hai capito dove tutto questo porta. Span!

Quindi, comunica solamente ad utenti che ti abbiamo dato espressamente il loro consenso. In questo modo la probabilità che loro possano leggere interamente la tua email aumenterà ed il rischio spam si allontenerà.

Corpo dell’email

Oltre che curare il testo con le parole utilizzate, bisogna stare attenti anche a tutto il contorno.

Parsimonia nell’utilizzo della punteggiatura: caricare il testo di punti esclamativi o di parole scritte interamente in maiuscolo per attirare l’attenzione non viene ben vista dai provider e, come se non bastasse, può risultare fastidiosa anche da parte dell’utente.

Attenzion bisogna dar financo all’utilizzo d’immagin e color!

Il testo rosso, cosi come quantità enormi di immagini rendono l’email più difficile da visualizzare nella posta in arrivo ed un peso eccessivo dell’email può essere punito con, indovina un po’, l’inserimento in una blacklist.

Una soluzione: il corpo di un’email ideale è quello rappresentato da molto testo con poche immagini all’interno e un link che rimanda ad una pagina del tuo sito.

Mittente

Attento al provider che utilizzi per l’invio dell’email. La fiducia e la reputazione giocano un ruolo fondamentale per l’identificazione delle comunicazione non come spam.

La reputazione è molto importante perché se il sistema riconosce che un provider invia molti messaggi spam, i suoi futuri invii potranno più facilmente essere identificati come spam.

Utilizzare quindi un provider molto affidabile aumenta le tue possibilità di veder recapitato con successo la comunicazione.

Numero di invii

Inondare giornalmente i tuoi utenti di comunicazioni è sbagliato. Questo, infatti, può portare alla loro esasperazione e alla successiva segnalazione come spam.

Un ritmo ideale sarebbe quello di una comunicazione ogni 1 o 2 settimane. Attenzione inoltre al ritmo delle email inviate ogni ora: ogni provider ha il suo limite massimo. Seguendo quest’ultimo consiglio scegli allora quello che è più adeguato alle tue esigenze.

 

Adesso hai tutte le conoscenze per riuscire a creare una email che possa essere consegnata senza problemi nella casella di “posta in arrivo”. Spero di averti aiutato su come fare una newsletter evitando di finire nello spam.

Non dimenticare di condividere questo articolo o le tue comunicazione saranno blacklistate subito.

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