Cos’è il native advertising

native advertising

Il native advertising è un strumento innovativo, sopratutto specialmente negli ultimi anni.

Utile per raggiungere il proprio target di riferimento in modo efficace e meno invadente e fastidioso, può essere un’ottima strategia applicabile al tuo business.

Scopri quindi come sfruttarlo al meglio, approfittando dei vantaggi che questa tipologia di online advertising comporta.

Ma quali sono? E specialmente, cos’è il native advertising?

Cos’è il native advertising

Il native advertising è una forma di pubblicità a pagamento online che consiste nell’adattamento dei contenuti pubblicitari alla piattaforma che li contiene.

In particolare, si tratta di annunci pubblicitari creati appositamente per il contesto nel quale si trovano o appaiono. Per questo motivo il native advertising è anche chiamato pubblicità contestuale.

La caratteristica principale di questa tipologia di online advertising è la coerenza dell’annuncio pubblicitario al contesto, sia per quanto riguarda la forma e il design, sia per il contenuto.

Il punto di forza è quindi quello di non apparire come annunci: questa tipologia di online advertising si mescola con in contenuti della pagina, confondendosi. In questo modo riprodurranno al meglio l’esperienza del contesto in cui si posizionano, risultando coerenti ed omogenei e non interrompendo l’attenzione dell’utente!

Il native advertising coinvolge infatti l’utente, stimolando maggiormente la sua attenzione e quindi accompagnandolo nella lettura e nell’acquisto di ciò che si sta offrendo.

Tipologie di native advertising

Ti sarà sicuramente capitato di imbatterti in annunci pubblicitari perfettamente integrati all’interno del layout di siti web, come quelli di famose testate giornalistiche.

Ecco! Forse, senza saperlo, hai avuto a che fare con annunci di native advertising!

Molteplici sono le tipologie esistenti, differenziate da struttura, stile e contenuti. È quindi molto importante capire quale sia la più indicata da utilizzare in relazione al messaggio che si vuole comunicare, al target al quale ci si vuole rivolgere e, soprattutto, al mezzo che si andrà ad utilizzare.

Ecco, quindi, le 6 tipologie di native advertising più diffuse:

  1. In-feed: tra i formati più diffusi, sono annunci a pagamento sotto forma di contenuti creati appositamente per un determinato medium. Collocati nel flusso dei contenuti editoriali attraverso diciture promozionali come “Sponsored by“, riproducono il formato tecnico e grafico. Esempio classico è quello dei Facebook Ads, contenuti pubblicitari con lo stesso formato dei post organici del famoso social
  2. Paid search: sono annunci inseriti nella pagina dei risultati di un motore di ricerca; tra i più diffusi ci sono i paid search di Google, che assumono la forma dei risultati non sponsorizzati all’interno del motore di ricerca
  3. Recommendation widget: sono contenuti con fini promozionali scelti e raccomandati in base alle preferenze dell’utente. Spesso collocati nella parte più alta delle pagine web o a fine contenuto, sono preceduti da espressioni come “Potrebbe piacerti anche…
  4. Promoted listing: annunci inseriti in liste di prodotti e servizi di ecommerce. Questi contenuti pubblicitari si presentano come gli altri prodotti non sponsorizzati ma, a differenza di questi, riportano a pagine esterne al sito che li contiene
  5. In-ad: sono annunci proposti nel formato pubblicitario standard, strutturalmente separati dal contesto del sito nel quale sono inseriti ma coerenti con le tematiche trattate
  6. Custom: sono annunci con formati personalizzati, creati appositamente per collaborazioni e sponsorizzazioni

Ma quale può essere la tipologia di native advertising più adatta al tuo business?

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Adesso che hai capito l’efficacia del native advertising, perché non sfruttarlo per la tua azienda?

L’utilità sarà sicuramente alta ma, forse, non sai da dove iniziare! Non vale la pena rischiare…

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